Contadinazioni

 

Contadinazioni è un progetto nato in Sicilia Occidentale dall'incontro di singoli e gruppi con percorsi differenti. Nasce simbolicamente al ghetto dei lavoratori stagionali di Campobello di Mazara (TP).

L'esperienza di questo luogo ci spinge ad analizzare le dinamiche sociali ed economiche che attraversano questo territorio e non solo. Crediamo che lo sfruttamento di 700 africani, che da Settembre a Dicembre arrivano per offrire le loro braccia per la raccolta delle pregiate olive "Nocellara del Belice", sia un fattore strutturale del sistema agrario capitalista contemporaneo.

La maggioranza dei piccoli e piccolissimi produttori è costretta a svendere il proprio lavoro e i propri prodotti a pochi grandi operatori, a una grande distribuzione più o meno organizzata o a lobbies mafiose. Non vogliamo creare isole felici impermeabili e avulse dal circostante ma costruire a partire dalle contraddizioni reali; in questo senso la presenza materiale del ghetto dei braccianti di Campobello ci svela il lato più brutale di un sistema mercificato ma allo stesso tempo ci ha spinti a risignificare le possibilità dei nostri territori.

Stare nelle contraddizioni è per noi anche cercare l’incontro con contadini tradizionali, che hanno interiorizzato la necessità di una modernizzazione industriale, per imparare e innescare nuovi processi di consapevolezza e autodeterminazione fondati sul rispetto dell’uomo, della terra e delle relazioni.

Scegliamo di agire per migliorare il circostante perchè tutto questo ci riguarda da vicino. Iniziamo quindi dalle nostre vite, dal tentativo di sovvertire la precarizzazione imposta di queste, per costruire modelli di economia e lavoro nuovi, che rispettino la dignità della persona, la terra e siano inclusivi e replicabili da tutti.

Le olive Nocellara del Belice di Campobello di Mazara sono per noi i frutti tangibili di un processo di soggettivazione e quindi di avanzamento politico in un territorio per noi molto importante perché espressione evidente di dinamiche che vogliamo scardinare perché incentrate su sfruttamento di piccoli produttori agricoli, lavoratori stagionali africani, giovani precari e braccianti agricoli.

Dal ghetto di Erbe Bianche (periferia di Campobello di Mazara) siamo partiti per denunciare il potere costituito che ha il volto della mafia e della grande distribuzione e dopo due anni, passando per feste, cene, balli e la costruzione dell’assemblea dei braccianti e precari di Campobello di Mazara, stiamo raccogliendo i primi frutti di riorganizzazione del lavoro e delle relazioni. Melchiorre, Saverio e Lorenzo producono olio e olive in conversione bio.

Crediamo che solo attraverso la messa in comune delle conoscenze, l’autorganizzazione dal basso e il mutuo aiuto si possa far fronte a esigenze primarie che permettano di non emigrare e costruire una qualità del prodotto alimentare basata sulle relazioni, lontana dai feticci delle certificazioni di qualità che anche in provincia di Trapani sono un ennesimo strumento di potere degli intermediari della filiera olivicola a discapito dei piccoli olivicoltori.

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