Terre di Palike

Attività Coltivazione in agricoltura naturale, con metodi contadini di: ortaggi, agrumi, olive per la produzione di olio. Vino.
Produzione e vendita Frutta fresca, agrumi, olio, marmellate, vino (unico prodotto in regime informale)
Volumi 20.000 kg arance; 1.500 L olio annuali 2015/20016  e Circa 400kg di ortaggi stagionali al mese. 2.000 lt. Vino rosso e rosato.
Circuito di vendita Milano (Ri-Maflow), Mogliano Veneto, Spinea Ve. Brescia, Bologna, Roma
Spaccio Punto vendita con cadenza settimanale  
Cucina Popolare Con cadenza mensile
Mezzo per distribuzione Fiat Doblò portata 1.200 kg
   
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Perché una comunità rurale 
Si è scelto di costituire una comunità basata sul lavoro agricolo, una comunità che nell'agricoltura naturale, nella tutela del patrimonio autoctono, nella cura del paesaggio, nella ricerca delle proprie radici culturali, fonda le proprie. Il passo che stiamo compiendo insieme ai consumatori mira al raggiungimento della sovranità  alimentare (“il diritto dei popoli, delle comunità e dei Paesi di definire le proprie politiche agricole, del lavoro, della pesca, del cibo e della terra che siano appropriate sul piano ecologico, sociale, economico e culturale alla loro realtà unica. Esso comprende il vero diritto al cibo e a produrre cibo, il che significa che tutti hanno il diritto a un cibo sano, nutriente e culturalmente appropriato, alle risorse per produrlo e alla capacità di mantenere se stessi e le loro società”), promuove un confronto tra le dinamiche e le problematiche della città e della campagna, sostiene l’agricoltura naturale priva di sfruttamento dell’uomo e della terra (caporalato, vendita sottocosto, sfruttamento dei lavoratori migranti e non, etc). Si costruisce un modello sociale basato sulla solidarietà reale come risposta alle politiche di impoverimento che il modello economico-capitalistico impone. 

Si è comunità per essere più forti, per fronteggiare insieme le difficoltà di un lavoro duro ma nello stesso tempo per condividere le gioie e le soddisfazioni  di una terra generosa, baciata dal sole, che permette un’agricoltura di qualità per l’intero anno. 

Ci chiamiamo palici in memoria di un’unità sicula che è stata in grado di fronteggiare l’espansione militare greca che mirava alla distruzione culturale del nostro popolo. Il senso di appartenenza, la memoria storica fondano una solida base per una contaminazione culturale, da sempre sinonimo di ricchezza per noi siciliani, ci apriamo verso rapporti di fratellanza perché non può esistere crescita senza contaminazione. 

 

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