Seminiamo il futuro

FuoriMercato Milano

In occasione dello sciopero globale per il clima lanciamo la campagna che abbiamo chiamato "Seminiamo il futuro".

Si tratta di una campagna simbolica e pratica allo stesso tempo.
A partire dalla e manifestazioni del 27 settembre, distribuiremo piccoli pacchettini (rigorosamente di carta da riciclare) di semi, dei quali qui sotto trovate descrizioni e/o istruzione per l'uso.

Sul piano simbolico questi semi vogliono rappresentare il nostro sostegno all'agricoltura contadina e l'impegno per un "mercato altro", per produzioni e distribuzioni fuorimercato.

Sul piano pratico, l'invito a tutte e tutti è quello di utilizzare questi semi, piantarli, curarli, conoscerli e diffondere la pratica e la cultura dell'agroecologia e del consumo solidale, etico, condiviso.
E quando li avete piantati, mandateci una foto, sulla pagina facebook di Fuorimercato Autogestione in movimento di Milano.

E se sei interessata/o a incontrarci, organizzare una presentazione di questi temi nella tua scuola, associazione, circolo ecc, contattaci sulla stessa pagina facebook.

Di quali semi parliamo?
Nel pacchetto che hai avuto puoi trovare uno dei tre seguenti tipi di semi: semi degli "11 grani antichi"; semi principalmente di fiori e piante aromatiche (provenienti dal "Giardino degli aromi"; semi orticoli e di cereali provenienti dal "Orto sociale" di Cesate (MI).

Semina e cura 11 grani antichi (per saperne di più e approfondire la ricerca, potete guardare il sito del Distretto di economia solidale del parco agricolo Sud Milano)

Come utilizzare i semi del pacchettino:

  • Preparare 1 mq. di terra, zappettandola e rastrellandola in modo che sia ben sciolta, areata.
  • Dopo il 15 di ottobre, seminare a spaglio 30 gr. di granella.
  • Battere il terreno con una pala per far affondare i chicchi nel terreno.
  • Osservare la crescita delle spighe, senza mai bagnarle.
  • Meglio sarebbe recintare con 4 paletti e della corda il mq. di terra.
  • Mietere il grano dopo il 15 di luglio, quando sarà completamente secco, assaggiando qualche chicco che deve essere duro.
  • Conservare il raccolto trebbiato in luogo fresco ed asciutto dopo averlo pulito da impurità.

Fiori e piante officinali del Giardino degli aromi (informazioni su questa esperienza le trovate qui)
Sul pacchettino che avete avuto trovate il nome della pianta o fiore che corrisponde a quei semi.
Vi invitiamo a fare una ricerca sul web per imparare quando si devono piantare, come, cosa produrranno.

Semi orticoli dell'Orto sociale di Cesate (informazioni alla loro pagina facebook)
Anche in questo caso vi invitiamo a cercare in rete come si deve seminare, coltivare e curare il seme e la pianta corrispondente – oppure chiedere direttamente all'Orto sociale.
E in questo caso auguri per le buone verdure che avrete presto...


Difendere e sostenere l'agricoltura contadina

Diverse sono le cause del riscaldamento globale che negli ultimi decenni ha assunto dimensioni quasi catastrofiche. Tra esse in primo piano ci sono le attività economiche che producono emissioni di anidride carbonica: estrazione di combustibili fossili, buona parte delle produzioni industriali, la deforestazione, l'agricoltura e l'allevamento industriali, la produzione industriale di cibo, i lunghi viaggi delle merci, e altro ancora.

Il sistame dell'agrobusiness (agricoltura industriele e intensiva, allevamenti industriali, distribuzione delle merci attraverso il sistema della Grande distribizione organizzata) è quindi uno dei fattori principali del riscaldamento globale. Questo sia direttamente che indirettamente.
Direttamente perché al catena agroindustriale usa più del 75% dei terreni agricoli del mondo, distrugge ogni anno 75 miliardi di tonnellate di strato superficiale del suolo e controlla il mercato nel cui ambito vengono deforestati ogni anno 7,5 milioni di ettari di foresta. Inoltre è responsabile almeno del 90% dei combustibili fossili usati in agricoltura (e delle relative emissioni di gas a effetto serra) e almeno dell‟80% dell‟impiego di acqua dolce
E tutto questo provocando comunque una condizione di sottoalimentazione o di malnutrizione di quasi 4 miliardi di persone.
Indirettamente perché questa catena ha bisogno del sistema della grande distribuzione organizzata, che oltre a produrre a sua volta emissioni inquinanti (per i lunghi trasporti delle merci), induce una cultura del sovracnsumo e dello spreco (pensiamo solamente alla quantità di plastiche utilizzate nell'impacchettamento delle merci).

A questo sistema se ne oppone da sempre un altro, basato sull'agricoltura contadina – che lavora in maniera naturale, agroecologico, prendendosi cura del territorio e della riproduzione sociale delle conoscenze e delle condizioni di vita. L'agricoltura contadina, presente in tutto il pianeta, spesso in zone marginali e difficili, produce il 70% del cibo che mangiamo, con solamente il 20% del consumo di acqua e semi e il 30% di combustibili fossili.

Per questo le realtà che danno vita a Fuorimercato – Autogestione in movimento hanno come caratteristica quella di provare a costruire pratiche dal basso che pongano in maniera esemplare e sperimentale la questione del cambiamento possibile. Questo avviene e deve essere sempre più centrato anche sulla conversione ecologica di tutte queste pratiche, urbane e rurali.
Nelle esperienze dei nodi di Fuorimercato, al centro si trova la questione del cibo, dell'alimentazione, della produzione agricole e alimentare, della loro distribuzione fuori dal circuito della GDO. Siamo infatti convinte/i che la salvezza del pianeta passa per il rafforzamento della piccola produzione contadina e la sovranità alimentare e che per questo serva rafforzare ogni rete di sostegno a queste realtà, a livello nazionale e globale.

 

 

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