Più di 3000 cooperativiste/i hanno discusso di politiche pubbliche e progetti per riattivare l'economia.

Sabato 20 luglio a Ferro (Argentina) si è tenuto il primo “Forum federale dell'economia cooperativa, autogestita e popolare”, appuntamento importante perché per la prima volta si sono messi a discutere alla pari organizzazioni sindacali, imprese recuperate e cooperative di lavoro. Un passo avanti per costruire percorsi comuni verso un’economia popolare e sociale, di lavoratrici e lavoratori

Si è tenuto sabato 20 luglio a Ferro il primo Forum federale dell'economia cooperativa, autogestita e popolare, nel quale di 3000 lavoratrici e lavoratori hanno condotto una valutazione sul settore cooperativo, insieme a funzionari pubblici e istituzionali. All'evento hanno partecipato la CTEP-Capital Confederación Nacional de Cooperativas de Trabajo, le federazioni Facta y Fedecaba, insieme ad altre organizzazioni sindacali. Si sono anche tenuti anche laboratori nei quali sono intervenuti Andrés Ruggeri (titolare del programma Facultad Abierta), Héctor Amichetti (segretario generale della Federación Gráfica Bonaerense), Nicolás Trota (rettore dell’Università UMET), Daniel Arroyo (diputado nacional), Matías Kulfas (economista), Andrés Asiain (economista) e Edgardo Form (vicepresidente di Cooperar). Alla discussione hanno partecipato anche esponenti politici, economici e sindacali.


Un momento unitario
Durante la cerimonia d’apertura, Francisco Martínez, delle Textiles Pigüé e delle organizzazioni Actra e Gestara, ha sottolineato l'importanza della presenza di referenti delle imprese recuperate che hanno saputo portare aventi il loro percorso economico. Ha anche sottolineato che ogni lavoratrice e lavoratore sa che se l'azienda per cui lavora chiude, rimetterla in produzione è una possibilità. "L'economia cooperativa, autogestita e popolare è anche solidale e femminista", ha affermato concludendo il suo intervento con un insegnamento condiviso con le/i sue/suoi colleghe/i delle Pigüé: "Il mercato non deve determinare il destino di nessun lavoratore o lavoratrice”.

"Abbiamo portato acqua potabile e fognature nei quartieri popolari. Questo è quello che noi siamo. Per poter avere un contesto dove pianificare l'economia sociale, dobbiamo cambiare questo governo", ha detto Pasiano Ocampo del CTA. In questo senso, ha detto: "La nostra identità è quella della classe operaia argentina”.

Anche Federico Tonarelli è intervenuto durante questo momento unitario, concluso in forma comune dai leader delle confederazioni, Rafael Klejzer e Christian Miño. Tutti e tre hanno dialogato con ANSOL.


Un'economia della classe lavoratrice
Rafael Klejzer, segretario generale della Confederación de Trabajadores de la Economía Popular della capitale, ha detto ad Ansol che dopo le elezioni primarie in Argentina ci sarà una mobilitazione a Plaza de Mayo per mostrare il lavoro delle cooperative. In questo senso, ha sostenuto, “il cooperativismo deve essere il primo alleato dello Stato quando si vuole generare crescita economica. L'economia di lavoratrici e lavoratori, l’economia popolare, sono forse gli unici settori che possono generare ricchezza in Argentina: nel settore agricolo come in quello urbano, mettendo in piedi squadre di lavoro e cooperative. Vogliamo essere partner dello Stato rispetto al recupero della sovranità energetica, al recupero dei nostri mari, della nostra sovranità alimentare. Se siamo noi a generare il cibo da mangiare per i nostri figli, siamo i primi che non vogliamo buttare loro addosso prodotti tossici".

Ha anche detto che le cooperative di questa organizzazione credono che esistano “due tipi di economie: quella capitalista e quella pianificata, socialista. Nel mezzo ci sono diverse concezioni a cui è stato dato il nome di popolari, sociali, di sostegno. Noi sappiamo di far parte della stessa classe lavoratrice”. Ha anche denunciato che “la ricchezza che generiamo viene sottratta da pochi, che la dollarizzano generando un debito che poi tutti paghiamo mentre loro accrescono i loro conti nelle case madri o nei paradisi fiscali”.

Infine, ha dichiarato: "Dobbiamo porre fine al falso dilemma tra economia solidale e/o economia popolare. Le nostre cooperative devono restare distanti dal Ministero dello Sviluppo Sociale e vicine a quello della Produzione, del Lavoro e dell'Economia”.

Per riattivare l'economia
Christian Miño, presidente della confederazione CNCT, ha sostenuto che il paese sta attraversando un momento economico e politico difficile, e ha raccontato: "Insieme alla CTEP – La Dignitad e altre organizzazioni legate alle cooperative di lavoro e all'economia sociale abbiamo compreso che l'unico modo per avere un approccio coerente è quello unitario”.

Per questo si è detto soddisfatto del Forum federale dell'economia cooperativa, autogestita e dell'economia popolare, dicendo “E 'bello quello che è stato messo in piedi oggi con tutti questi workshop e con la presenza di molte/i esponenti della politica, economia e sindacalismo. L'idea è quella di redigere un documento in modo che dopo il 10 dicembre, si spera con il governo di Alberto Fernandez e Cristina Fernandez, possiamo avere una proposta concreta riguardo il lavoro cooperativistico e l'economia sociale. Abbiamo un ruolo importante nell'economia, fondamentalmente rispetto il consumo interno, che è uno dei settori maggiormente paralizzati in questo momento. Le cooperative di lavoro sono un modo per riattivare l'economia”.

Ha precisato all'ANSOL che una delle proposte che stanno portando avanti l'acquisto cooperativo da parte dello Stato, perché dia priorità alle cooperative, ad esempio per la costruzione di alloggi sociali. Ha anche chiesto "che venga varata una legge sulle cooperative di lavoro, che non esiste in Argentina, e che si possa avere un miglioramento riguardo le imposte per essere più competitivi".

Un altro anello della catena produttiva nazionale
Federico Tonarelli, presidente della federazione Facta, che riunisce cooperative autogestite e imprese recuperate, ha spiegato: "Oggi stiamo concretizzando ciò di cui stiamo discutendo da tempo: l'unità delle cooperative di lavoro, sia quelle che nascono dal recupero di imprese che quelle risultanti da progetti statali. Era tempo che le/i lavoratrici e lavoratori cooperativiste/i si unissero, perché nessuno eglio di noi può avanzare proposte affinché il prossimo governo consideri il lavoro cooperativistico come un ulteriore anello della catena produttiva nazionale. Produciamo beni e servizi di prima qualità. Se si discute tanto sulla necessità di rivalutare il mercato interno, le cooperative di lavoro possono svolgere un ruolo importante. Oggi è il primo incontro. D'ora in poi lavoreremo sulle conclusioni cui siamo giunti oggi.


Tratto da https://www.tiempoar.com.ar/nota/los-trabajadores-autogestionados-organizan-el-primer-foro-federal-de-la-economia-cooperativa
Traduz. Piero Maestri

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