Noi stiamo con Mimmo! 

Fuori Mercato – Autogestione in Movimento
Rete nazionale

Infame: si dice di persona che, per aver compiuto azioni particolarmente turpi e spregevoli, si è resa indegna della pubblica stima (Enciclopedia Treccani).
Quello attuale è un governo di infami. Non abbiamo paura di dirlo.

Le parole del sottosegretario agli interni Carlo Sibila (Mov5Stelle) in seguito all’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, fanno chiarezza su quale sia l’ideologia prevalente nella maggioranza di governo, e non solo nella Lega di Salvini: “Il governo del cambiamento ha dichiarato guerra al business dell'immigrazione. Nel DL sicurezza ci saranno già risposte importanti… Deve chiudersi l'era in cui associamo l'integrazione a Mafia Capitale.. Fino ad arrivare alle indagini odierne per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina…. E' finita l'era del business dell'immigrazione. Nessuno vuole scappare da un paese in cui si trova bene. Bisogna fare di tutto per stringere accordi con i paesi di provenienza dei migranti e rendere le vite delle persone più sicure e degne di essere vissute.”

Si tratta di un’accozzaglia di bugie, infamità, e affermazioni gravi al limite della querela, vista oltretutto la provenienza istituzionale. Infatti Mimmo non è stato arrestato per reati legati al business dell’immigrazione, ma per aver favorito il permanere in Italia di migranti e rifugiate/i, forzando le norme amministrative. Questa per noi si chiama solidarietà. E si chiama disobbedienza a leggi ingiuste. Riusciamo a capire però che per un esponente del governo giallobruno questo sia un grave reato, cioè quello di agire al di fuori della loro narrazione indecente e disumana.
Mimmo Lucano, insieme a tutta Riace, ha mostrato in questi anni che l’accoglienza, la relazione alla pari con migranti e rifugiate/i non solo è possibile, ma è anche una ricchezza sul piano umano, culturale, economico. E questo in un territorio difficile, dove vere attività criminali sono profondamente radicate all’economia cosiddetta sana e sono guardiane dello sfruttamento pesante di lavoratori migranti. Le vicende di Rosarno ci sembra chiariscano a sufficienza quali siano gli interessi delle bande criminali e per chi lavorino.
Certamente ci sono forti interessi anche di tipo mafioso che hanno sfruttato il tanto declamato business dell’accoglienza, e non casualmente in questo losco giro di affari ci sono sempre stati soggetti legati a settori di destra o direttamente fascisti (la biografia di Carminati non lascia nulla di misterioso). Ma questo non c’entra nulla con Mimmo, come sostiene persino il GIP.
Mimmo paga oggi le sue scelte di favorire l’accoglienza, di restare umano in un Paese dove le paure artatamente diffuse e il vento del razzismo sembrano dominanti. E il governo giallobruno soffia su queste paure e questo razzismo, di cui è profondamente impregnato, per rendere credibili le sue politiche del popolo che non producono in realtà alcuna redistribuzione sociale ma solo tensioni e conflitti.

Noi stiamo con Mimmo! Stiamo con le sue scelte, le sue pratiche di solidarietà, la sua volontà di lottare in un territorio difficile per far vincere una cultura del rispetto, dell’accoglienza, dello scambio, della relazione. Così come stiamo con Massimo Lettieri, Presidente della cooperativa Ri-maflow, accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti per aver tentato con altre lavoratrici e lavoratori, lasciati letteralmente in mezzo ad una strada, di reinventarsi un lavoro, un reddito, una dignità. In autogestione.
Mimmo, come Massimo, ha scelto di forzare procedure che seguite alla lettera non garantiscono accoglienza né giustizia. E se questa per funzionare avesse bisogno proprio di superare le procedure regolari? E se per lavorare in autogestione non fosse sempre possibile seguire le procedure regolari? In questi casi serve la disobbedienza, e la modifica delle regole ingiuste e non funzionali.

Quelli di Mimmo, quelli di Massimo sono i valori da cui nasce Fuorimercato – Autogestione in movimento, da cui sorgono tutte le nostre esperienze. E noi sappiamo da che parte stare.
Aderiamo alle iniziative di questi giorni e in particolare alla manifestazione di sabato 6 ottobre a Riace.

 

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