Per una città aperta e solidale, senza frontiere! 

Da Bari un appello al sindaco per garantire un alloggio e la residenza per le/i migranti richiedenti asilo

Gentile Sindaco di Bari, nonché presidente dell’ANCI,

siamo alcune delle tante associazioni e collettivi composte da persone migranti e native, che ogni giorno nella città da Lei amministrata costruiscono e vivono molteplici esperienze mutualistiche e culturali, di supporto legale e scuole di lingua, attività artigianali e di autoproduzione. Si tratta di pratiche solidali, che intrecciano le più variegate problematiche e criticità legate ai flussi migratori, che sostengono vertenze e rivendicazioni per ottenere diritti sociali e civili per tutta la cittadinanza, a prescindere dalla nazione di provenienza, dall’orientamento religioso e sessuale, dal colore della pelle e dallo status giuridico.

Lo scorso ottobre è entrato in vigore il Decreto Legge n. 113 (convertito con modificazioni nella legge 1 dicembre 2018, n. 132), disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza: una combinazione di misure legislative che, tra le altre, abbattono i diritti di difesa e le garanzie in materia di libertà personale, prevedono il prolungamento dei tempi di trattenimento nei Cpr (Centri per il rimpatrio) e l’apertura di numerosi centri di detenzione, cancellano la protezione umanitaria, escludono dal registro dell’anagrafe i e le richiedenti asilo, espellono persone richiedenti asilo dai percorsi di inclusione già avviati restringendo il sistema di accoglienza, privano i e le migranti dei diritti basilari e del permesso di soggiorno, costringendoli all’irregolarità, e quindi a sopravvivere per strada, ad utilizzare rifugi occasionali. Persone sempre più fragili socialmente, più vulnerabili, più ricattabili e più esposti al rischio di diventare corpi e forza lavoro da sfruttare.

In questi mesi non siamo rimasti indifferenti ed in silenzio. Abbiamo continuato a denunciare pubblicamente gli effetti negativi della Legge sulle condizioni di vita delle persone migranti. Continueremo la battaglia per noi centrale che siamo chiamati a sostenere, ovvero quella volta all’abrogazione dell’intero impianto normativo del cosiddetto D.L. Salvini, attraverso la sua delegittimazione giuridica (l’incostituzionalità), ma anche sociale e politica.

Nel frattempo, però, c’è l’esigenza immediata di supportare e salvaguardare la possibilità di un’accoglienza dignitosa. E’ urgente poter garantire l’accesso ai diritti elementari e alle tutele minime alle persone.

Sulla scia della presa di parola da parte di diversi sindaci sulle criticità di alcuni punti nevralgici della Legge e in funzione di quanto qui sinteticamente descritto, Le chiediamo di intervenire immediatamente per:

  1. rendere operativa la già esistente Delibera della Giunta comunale del 1^ novembre 2018 che detta le Linee di indirizzo per l’iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora e senza tetto. L’obiettivo è quello di non privare i cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno provvisorio rilasciato ai migranti richiedenti asilo, ai sensi dell’art. 4 comma 1 del d.lvo 142/15, della possibilità di essere inseriti nello schedario della popolazione temporanea, previsto dall’art. 32 del d.p.r. 223/1989, quale minima misura di tutela dei loro diritti fondamentali, con la possibilità di individuare un indirizzo presso una qualsiasi sede comunale che possa essere valido anche ai fini della richiesta di permesso di soggiorno.
    Come dichiarato lo scorso 1^ novembre dagli Assessori competenti l’obiettivo del provvedimento è regolamentare la concessione di residenza anagrafica e il diritto alla salute, oltre che garantire l’accesso a tutti i servizi di assistenza socio sanitaria e ai programmi di inclusione socio lavorativa che l’amministrazione sta mettendo in campo.
  2. avviare un censimento di tutti gli immobili in disuso di proprietà pubblica sul territorio comunale affinché si possa ulteriormente garantire la residenza e favorire il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale. Il restringimento del sistema di accoglienza previsto dalla Legge suddetta, la mancanza di una dimora stabile, la privazione dei diritti di base riduce a maggiore marginalità e irregolarità tutte quelle persone già a disagio.
    L’assegnazione diretta di un’abitazione, seguendo le esperienze virtuose in autogestione già presenti in città, permetterebbe maggiore possibilità di regolarizzazione e avvio di percorsi di inclusione socio-lavorativa, funzionale a rendere Bari una città aperta e senza frontiere, una città solidale e sorridente!

Per avviare un confronto aperto e costruire un percorso collettivo su queste questioni, invitiamo tutt* a partecipare ad un’ASSEMBLEA prevista per domenica 17 febbraio alle ore 18.30 presso Villa Roth in via Annibale di Francia 17/B, Bari, uno dei luoghi simbolici del diritto all'abitare, della convivenza comune tra migranti e nativ* insieme!

Per sottoscrivere la lettera come singoli o realtà collettive scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


For an open and supportive city, without frontiers

Dear Major of Bari and President of ANCI, Antonio Decaro

We are some of the many organizations of migrants and native people who everyday, in the city you administrate, represent mutualistic and cultural experiences, offer legal support and language schools, and are committed to activities of craftsmanship and self-reliance.
These solidarity practices aim to address the variety of problems connected to migration flows and support social and civil rights for all citizens, despite of nationality, religion, gender, color, and legal status.
Last october, the Decree Law No. 113 - urgent provisions for international protection, immigration and security - entered into force. This law, in addition to other legal measure, threatens the rights of defense and individual freedom, lengthens the periods of staying in CPR (Centers for Repatriation), opens numerous detention centers, erases humanitarian protection, excludes the asylum seekers from the registry office and from the reception system, denies the migrants the basic rights and the residence permit and, consequently, forces them to be undocumented and to seek for temporary shelters.
These people are increasingly vulnerable, socially fragile and at risk of becoming an exploited workforce.
In the past months, we publicly denounced the negative effects of the Law on the migrants’ living conditions. We will continue to fight the battle we are called to support, which is the repeal of the so called D.L. Salvini. We will continue to argue the unconstitutionality of this illegitimate law.
There is the urgency to support and safeguard a dignified reception. The access to the basic rights and to people’s protection is our top priority.
Following the commitment of many italian mayors to address some of the Law’s salient points, we ask you to intervene immediately to:

  1. Make effective the already existing City Council’s decision of November 1st, 2018, that provides the guidelines for the civil registration of homeless people. The goal is to avoid that foreigners who have the temporary residence permit issued to asylum seekers, under Article 4, paragraph 1 of legislative decree No 142/15, would be denied the possibility of being included in the register for temporary population, laid down in the Article 32 of Presidential Decree 223/1989, as a protective measure of fundamental rights, with the possibility of designating an address in any of the the City Council’s headquarters that could also be useful for the request of residence permit.
    As stated last November 1st by the aldermen, the goal of the measure is for the current administration to put into place the residence permit, the right to health, the access to the socio-health services, and the programs of socio-working inclusivity.
  2. Make a census of all the public unused properties in the local municipality with the goal of guaranteeing further opportunities for residence and facilitating the rights of formal and substantial equality. The limits of the reception system imposed by the above mentioned Law, the absence of a permanent home, the deprivation of the basic rights, reduce to further marginality these vulnerable people.
    The direct allocation of a home to anyone, after the successful experiences of self-management already existing in our city, would create a further opportunity of regularization and socio-working inclusiveness. This would make Bari a city without borders and a place of solidarity.

In order to have an open debate and build a collective path to address this subject matter, we invite everyone to take part in the ASSEMBLY of February 17th on Sunday at 6.30 pm at Villa Roth, via Annibale di Francia 17/B, Bari, a symbol of peaceful coexistence in our city and reminder of our responsibility to protect and defend the rights of migrant and native people in Bari.


Firme aggiornate al 7 febbraio 2019:
Scuola Penny Wirton, Bari; Villa Roth, casa autogestita / Sportello Fuorimercato; Convochiamoci per Bari; Gruppo Lavoro Rifugiati; Associazione Rita Atria, Bari; Solidaria Aps; Masseria dei Monelli / Ortocircuito; Gep (Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari); Coordinamento No Triv – Terra di Bari; APS Meticcia - Lecce; Parrocchia san Sabino – Bari; Diritti a Sud – Nardò; Associazione AWMR Italia - Donne della regione Mediterranea, Lecce; Piazza del Baratto Bari; Link Bari - Sindacato studentesco universitario; Fa' - Fiera delle Autoproduzioni Conversano; Associazione e circolo Arci "Zona Franka"; Arci Comitato Territoriale di Bari; Non solo marange collettivo di mutuo soccorso e cassa di resistenza; Associazione Periplo Onlus ets; Cobas scuola Bari; Bread&Roses, spazio di mutuo soccorso - Bari; La Scatola Blu - Bari; Associazione EUGEMA Onlus; Circolo Arci Nardò Centrale; Consulta Ambiente del Comune di Bari; Ass. Culturale Bachi da Setola, Polignano a Mare (Bari)…
Chiara Marangio, Manlio Epifania, Davide Amato, Carlotta Nonnis Marzano, Gianpaolo Petrucci, Rosalina Ammaturo, Nico Marzulli: volontario per i senza fissa dimora della stazione di Bari, Rosanna Rizzi, Enrica Gambardella, Rocco Capobianco, Saverio Fanfulla – Bari, Marilisa Picca, Rosa Maria Ciritella: docente di Lettere ed italiano L2 ad immigrati, Angelo Cassano, Ennio Romolo Epifania, Saverio Maurelli, Cinzia Elia, Sergio Falcone - poeta, Dario Mr Bogo; Luigi Morleo, Angela Donatella Rega – Monopoli, Rosa Vaglio, Anna Robles Milella, Antonella De Luce, Viviana Guarini, Giorgia Pascoschi, Roberto Renzoni, Fabio De Leonardis – insegnante – Shenzhen (Repubblica Popolare Cinese), Carmen Pisanello, Roxana Cacucciolo, Marco Chiricallo, Gianpietro Occhiofino - giornalista – Bari, Carla Romito, Anna Maria Savoia, Marida Leuzzi – Bari, Annalisa Cisaria, Gabriella Tripaldi, Abu Moro – Bari, Dabre Oumarou – Bari, Gianni De Giglio - Bari, Luca De Tullio, Marilisa Nanna, Caterina Pinto, Annalisa Sciacqua – Bari, Claudia Ippolito, Claudia Ippolito, Lucia Marano, Silvia Muci, Elda Perlino, Joana Grasso, Nicola Pantaleo, Presidente comunità evangelica battista, Samuele Russo, Tiziana Drago, Maria Luisa Lia, Francesca Santoro, Bruna Martano, Angela Tosto…

 


SEGUICI SU  

Cerca nel sito

RiMaflow vivrà!

Una giornata particolare.
Vivere e/è lottare dalla fabbrica recuperata Ri-Maflow.
 

Appuntamenti

Economia mutualistica, strumenti per l’autogestione e conflittualità sociale 

Pratiche & idee

Come si vive in Rimaflow 

Solidarietà

Ceste di Natale 2018 - Regaliamoci la solidarietà