Altro che schiavi! La salsa è solidale

da La Gazzetta del Mezzogiorno 
di Antonio Galizia


C'è chi la fa bio, chi a chilometro zero. A Conversano, invece, la salsa piace 'solidale'. SfruttaZero è il marchio della conserva di pomodoro (spiega come la catena distributiva sia dal basso e il lavoro a sfruttamento zero) in vendita in mercatini, fiere attraverso i Gas (gruppi di acquisto solidale) e la filiera solidale, prodotta da un gruppo di extracomunitari con la collaborazione dei volontari di Solidaria e della Masseria dei Monelli. 'Per il quarto anno di fila - spiega Gianni De Giglio di Solidaria - siamo impegnati nell'autoproduzione di salsa di pomodoro seguendo e curando tutte le fasi della filiera: dalla semina alla raccolta, dalla trasformazione alla distribuzione del prodotto finito con l'etichetta SfruttaZero'.

Una filiera che i volontari di Solidaria condivide con OrtoCircuito Bari e a Conversano con la Masseria dei Monelli, in contrada Santa Chiara, tra Conversano e Turi, dove sono state coltivate 6 mila piantine di pomodoro e da lunedì 21 a giovedì 24 agosto i volontari insieme a quattro ventenni provenienti da Eritrea, Ghana e Niger sono impegnati nella produzione di circa quintali di salsa il cui ricavato viene redistribuito sotto forma di redistribuzione e contribuzione previdenziale in favore dei lavoratori migranti e non impegnati nella lavorazione dei pomodori.

'SfruttaZero è un progetto di tipo mutualistico - sottolinea De Giglio - che vede i migranti impegnati insieme a contadini, studenti, giovani precari a dar vita a una filiera produttiva autogestita, etica e solidale'. L'idea di basa sulla costruzione di una filiera del pomodoro senza sfruttamento del lavoro: 'Vogliamo che l'oro rosso, da simbolo di sopraffazione diventi simbolo di emancipazione, riscatto e speranza di un futuro migliore. Un'attività lavorativa collettiva e auto-organizzata, senza padroni, promotrice di relazioni ed economie solidali'.

Due le realtà del genere in Puglia: Diritti a Sud di Nardò e Solidaria di Bari. 'Ci siamo conosciuti - racconta De Giglio - nel corso delle nostre esperienze assieme ai migranti, i quali rivendicano la libertà di circolazione senza dover subire espulsioni e respingimenti, senza dover sottostare a discriminazioni. Supportiamo sperimentazioni di accoglienza dal basso, come il percorso di autogestione abitativa di Villa Roth a Bari. Favoriamo l'inclusione sociale attraverso percorsi di inserimento lavorativo dignitoso, rifiutando la formula del lavoro gratuito e volontario dietro il quale si nascondo sfruttamento e ricatti. Così abbiamo pensato di sostenere le nostre progettualità le une con le altre, affinché queste pratiche potessero diventare sostenibili e replicabili, contribuendo ad incidere sulle filiere agro-alimentari. Per provare a cambiare le relazioni non solo tra datore di lavoro e lavoratore, ma anche tra produttori e consumatori, tra campagna e città'.

Un'esperienza importante dalla quale hanno tratto spunto 9 studenti, dottorandi e laureandi, della facoltà di Giurisprudenza di Roma 3, anch'essi impegnati nei campi della Masseria, ma per elaborare le tesi sul lavoro, su sfruttamento del lavoro e caporalato e sull'economia solidale.