Ritrovarsi, con le emozioni e le esperienze che i nostri corpi hanno accumulato in questi ultimissimi anni, appare in questo momento un’opportunità particolarmente speciale. Sarà, dopo tempo, un’occasione non solo in uno stesso tempo, ma anche in uno stesso spazio, che riempiremo degli entusiasmi, le forze, le paure e le stanchezze accumulate in questi tempi. Sarà un momento preciso in cui avremo l’occasione di esperire e sentire gli altri e le altre con cui lottiamo, e quel fuoco che ci spinge ad essere rete nonostante la pressione all’isolamento ed all’individualità che avanza.

Per il semplice atto di condividere uno spazio ed un tempo, e per la forza del desiderio che ognuno si porta dietro arrivando, e che vogliamo proteggere, seminare e coltivare, vogliamo celebrare questo evento con dei momenti rituali che ci aiutino a fare comunità oltre la parola o l’azione.

Per questa ragione vogliamo metterci in gioco per alcuni momenti del nostro incontro in forme come la mistica. 

La mistica, presa in prestito dalle comunità e dai movimenti di lotta latino americani, è un rito con un’intenzione corale, dove si celebra l’incontro, i riferimenti, le forze e le sofferenze, storiche e contemporanee, che aleggiano attorno al gruppo, e si prova a farle entrare con armonia in quel momento, per affrontarle e trarne l’unione necessaria ai passi che il gruppo vuole affrontare.  Forme forse lontane dai nostri linguaggi quotidiani, ma che forse, proprio perché non quotidiane, possono supportarci nel fortificare il nostro incontro come un atto di cura, sacro e per questo rigenerante per la nostra rete.


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